Certificazione energetica, edifici a basso consumo e valore immobiliare delle abitazioni

La strategia europea ha individuato il residenziale come uno dei settori su cui agire per perseguire l’efficienza energetica e quindi il raggiungimento dell’obiettivo 20-20-20 legato agli impegni sottoscritti con il protocollo di Kyoto.
Lo scenario in cui siamo immersi vede la promozione delle fonti rinnovabili e l’incentivazione al risparmio energetico; in questo contesto la certificazione e la classificazione energetica degli edifici sono ormai pratiche quotidiane. Purtroppo tali strumenti sono troppo spesso visti e sentiti dagli operatori di settore più come l’ennesima imposizione del legislatore/burocrate e gli ennesimi pezzi di carta che aggravano i costi del processo edile, che non come delle opportunità di trasparenza nei confronti dei propri clienti. L’attribuzione di una classe di efficienza energetica dovrebbe invece essere vista come un’opportunità per dimostrare al cliente la professionalità che contraddistingue il proprio operato.

Un edificio a basso consumo energetico coniuga comfort abitativo a basso costo energetico, collocandosi all’interno di una specifica classe energetica in base a quanto combustibile si stima venga consumato in condizioni standard all'anno per ogni metro quadro di superficie riscaldata. La certificazione energetica degli edifici è stata introdotta dal legislatore con lo scopo di migliorare la trasparenza del mercato immobiliare e premiare gli edifici a basso consumo energetico; infatti, rendendo consapevole il cittadino della qualità energetica dell’edificio si incentiva la diffusione di edifici di qualità e si crea un circolo virtuoso tale per cui anche i costruttori si indirizzano verso soluzioni abitative energeticamente efficienti.



La scelta di adottare per la classificazione energetica una tabella policromatica, dal verde (basso fabbisogno energetico) al rosso (alto fabbisogno energetico) abbinata alle lettere dell’alfabeto come già in uso per gli elettrodomestici, serve appunto per consentire a tutti di capire se un edificio consuma molta o poca energia. Questo certificato energetico serve per valutare con immediatezza e trasparenza l’efficienza e i costi di gestione dell’edificio dal punto di vista energetico.

Se fino a qualche anno fa il consumo energetico degli edifici non era un parametro fondamentale nella valutazione di un edificio, oggi si assiste ad un cambio di tendenza, ad una consapevolezza e sensibilità verso le tematiche energetiche. Infatti l’introduzione di requisiti essenziali minimi da rispettare nell’edilizia ha creato e sta creando un circolo virtuoso che si autoalimenta perché la crescente sensibilità nella comunità orienta gli indirizzi politici, che a loro volta influenzano i mercati, che condizionano fortemente la collettività stessa. Prendere dimestichezza ora con questa classificazione energetica significa entrare nell’ordine d’idee che la futura casa che acquisteremo sarà ad alto risparmio energetico.





L'efficienza energetica della casa nella sua conduzione, climatizzazione, produzione di acqua calda, in generale nei suoi consumi, può contribuire a preservare l’ambiente consentendo nel contempo un non trascurabile risparmio sia di emissioni di CO2 che economico.
L’Europa prima e il legislatore nazionale poi, hanno dato vita a una normativa in materia di disciplina energetica degli edifici. La certificazione consente di conoscere la qualità di un immobile da acquistare e la spesa che si dovrà sostenere per la gestione energetica. Una classe energetica elevata rende più appetibile l’immobile e costituisce un valore aggiunto all’edificio (incremento valore di mercato). La conferma viene dal mercato immobiliare che, stimolato, orienta sempre più le proprie scelte verso la costruzione di edifici a basso consumo energetico.
Nei prossimi numeri si forniranno aggiornamenti ed analisi circa i temi sopra citati.

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