L’evoluzione normativa impulso del settore

Le leggi e norme che regolano il settore termotecnico sono raggruppabili in due filoni principali: sicurezza e risparmio energetico. Tuttavia, se in tema di sicurezza non le norme più recenti non comportano stravolgimenti del settore ma affinano e controllano i controlli degli impianti (oltre che seguire lo sviluppo tecnico) in quanto è già stato raggiunto un buon livello di sicurezza dei prodotti oggi commercializzati, situazione opposta è quella che si rileva analizzando il settore dal punto di vista dell’efficienza energetica.

Le Direttive Europee, le leggi nazionali e regionali emanate negli ultimi anni - segnale di una crescente sensibilità ambientale della collettività - hanno e stanno ancora promuovendo e spingendo lo sviluppo del prodotto perché introducono continui stimoli all’innovazione.

In Italia la pietra miliare della legislazione in materia di risparmio energetico è la Legge 10 del ’91, legge che ha anticipato questa tematica ancor prima che rientrasse nelle strategie europee.




Tale legge, avrebbe potuto portare - se fossero stati emanati per tempo i decreti attuativi e se fosse quindi stata applicata - alla costruzione di edifici il cui fabbisogno energetico sarebbe stato meno della metà di quello effettivamente registrato in Italia dal 91 fino all’emanazione dell’attuale legge sull’efficienza energetica.

Si ricorda che è stata predisposta una sezione del Ns. sito dedicata al tema di efficienza energetica nell’edilizia e del risparmio energetico: per fornire un quadro di sintesi della legislazione e di conseguenza della futura evoluzione del nostro settore che si sta delineando.

Il D.Lgs. 192/2005 così come modificato dal D.Lgs. 311/06 ha tracciato un “perimetro” in quanto ha stabilito requisiti minimi per l’efficienza energetica da rispettare per nuove costruzioni, ristrutturazioni integrali e ristrutturazioni dell’impianto termico introdotti con scadenze graduali programmate e per consentire e per incentivare - nel tempo - la fissazione di limiti più stringenti a livello locale e nazionale.

Inoltre tale decreto, diversamente dalla vecchia e inapplicata legge n.10 del 1991, fissa livelli di isolamento termico più elevati, promuove l'utilizzo di impianti e apparecchiature a maggior rendimento.





Relativamente all’ultimo punto, si deve tener presente che ogni anno in Italia si sostituiscono 1-1,2 milione di generatori di calore e la nuova disciplina obbliga a cambiarli con impianti a più elevata efficienza. In un recente dibattito, l’ing. Moneta (MSE) ha ricordato anche che la 192 impone da subito (non sono necessari quindi i decreti attuativi) i limiti minimi obbligatori e prevede la certificazione obbligatoria per i nuovi edifici e per gli edifici oggetto di ristrutturazioni importanti e quella volontaria per gli altri.

Un edificio caratterizzato da una classe di efficienza alta consente di ridurre i consumi energetici, di migliorare il comfort abitativo e di minimizzare le emissioni di gas ad effetto serra. Inoltre, puntare sull’efficienza energetica del proprio edificio (classi A+, A, B), può significare anche ottenere, in caso di compravendita o locazione, un valore di mercato superiore.

Va da sé che per perseguire l’efficienza energetica è importante lavorare anche sugli edifici esistenti e non solo su quelli nuovi: in Italia circa 10 milioni di edifici (il 40% del totale nazionale) ha più di 40 anni e ha basse prestazioni energetiche.

Quindi la nostra attenzione come attori del processo di progettazione/rinnovamento del parco impiantistico delle abitazioni residenziali deve essere rivolta anche a queste tipologie edilizie che necessitano di interventi per migliorare la loro classificazione energetica e per essere più appetibili sul mercato immobiliare.

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