LA DIRETTIVA 2005-32-CE - "EUP" ENERGY USING PRODUCTS
Relativa all’istituzione di un quadro per l’elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia
La EUP è una direttiva quadro che ha l’obiettivo di migliorare la prestazione ambientale dei prodotti che consumano energia lungo l’intero ciclo di vita: produzione, distribuzione, uso, manutenzione e smaltimento.
Le specifiche per la progettazione eco-compatibile delle singole tipologie di prodotti saranno definiti successivamente tramite delle direttive di implementazione specifiche.
L’obiettivo è incoraggiare il continuo alleggerimento dell’impatto ambientale complessivo di tali prodotti, in particolare:
• identificando le principali fonti di impatto ambientale negativo;
• evitando il trasferimento dell’inquinamento quanto tale alleggerimento non comporta costi eccessivi.
La Direttiva prevede l’introduzione di un quadro normativo per regolamentare il consumo energetico da parte dei prodotti che consumano energia, rivolti in particolare al settore domestico, che utilizzano energia a qualsiasi titolo (gas, elettricità, gasolio,.....). Promuove inoltre l’introduzione di etichettature energetiche sui prodotti utilizzatori di energia per incentivare l’utilizzo di prodotti a più alta efficienza e progressivamente eliminare dal mercato i prodotti a basso rendimento.
Sono state quindi individuate le prime 14 famiglie di prodotti per le quali l’Unione Europea ha emesso altrettanti bandi per la elaborazione di studi di implementazione.
Le impianti di riscaldamento e di produzione di acqua calda sono identificate come “prodotti rilevanti” (art. 16 “Piano di lavoro”), quindi fra i primi prodotti che dovranno sperimentare questa direttiva.
Come si sottolinea nella Direttiva stessa, le specifiche quantitative per la progettazione ecocompatibile vanno valutate per tipologie di prodotti. Inoltre, il livello delle specifiche per la progettazione ecocompatibile deve essere fissato sulla base di analisi tecniche, economiche e ambientali.
L’Unione Europea ha commissionato uno studio a una società di consulenza per il design industriale dei prodotti e per lo sviluppo scientifico e tecnologico di politiche di efficienza energetica, la Van Holsteijn en Kemna “VHK” (Paesei Bassi), per definire la metodologia per la progettazione di caldaie (lotto 1) e scaldabagni (lotto 2). Questo studio ha valutato la legislazione gli standars e le misure volontarie esistenti, ha analizzato il mercato (per capire come le misure specifiche possano influenzare la competitività globale) e il comportamento dei consumatori, ha effettuato un’analisi tecnica e lo studio di alcuni casi reali e è giunto a proporre delle tabelle di sintesi circa le opzioni per un design eco-compatibile; dai risultati dello studio è stato proposto un modello per l’etichettatura di caldaie e scaldabagni.
Si presentano alcune considerazioni per quanto riguarda il lotto 1 - lotto che copre l’80% degli impianti di riscaldamento in Europa e che contribuisce al 17% delle emissioni di CO2 in Europa - tratte da quello che è il panorama delineatosi fino ad oggi sulla base dello studio della VKH; per quanto riguarda l’etichettatura, si sottolinea che quanto illustrato è una proposta, in via di definizione. (2)
INCIDENZA QUANTITATIVA DELLE EMISSIONI DO CO2 DEL LOTTO 1
RISPETTO AI MEZZI DI TRASPORTO [2]
CONSIDERAZIONI DI TIPO ECONOMICO [2]
I COSTI DI SERVIZIO DEL’IMPIANTO SONO PIÙ DI 7 VOLTE PIÙ ALTI DEL COSTO INIZIALE D’ACQUISTO!
SPESA IN EUROPA PER CALDAIE E SISTEMI COMBINATI CON PRODUZIONE DI ACQUA CALDA SANITARIA (25 più romania e bulgaria)

